Le cassaforti dei saperi e dei sapori minacciate dall'estinzione
|
Parte dal comune tutte le mattine alle sette per raccogliere i bambini che devono arrivare in tempo per lo squillo della campanella. Piccolo particolare: non è l'autista dello scuolabus, ma il sindaco del comune. Da quest'anno a Casteldelci il primo cittadino, Marcello Ceccarini, deve fare anche questo. Dalla poltrona del piccolo municipio della Valmarecchia al sedile del mezzo comunale il passo è breve quando si ammala uno dei tre dipendenti addetti al trasporto scolastico e il magro bilancio non permette di pagare sostituti. Piede sull'acceleratore e tirare la cinghia. Sindaco, segretario comunale o ragioniere, poco importa, ad avere un po' di buona volontà c'è da fare per tutti. E' la fotografia di uno dei tanti comuni a rischio di estinzione, di quelli dove manca praticamente tutto e si impara ad arrangiarsi con quello che si ha. Ecco allora che non c'è l'edicola, ma i quotidiani arrivano ugualmente di buon'ora. Ci pensa il medico condotto a portarli tutte le mattine da Pennabilli, dove abita, e a distribuirli prima di entrare in ambulatorio ai due bar e a qualche privato che gli ha chiesto il favore. Un ufficio postale, l'ambulatorio del dottore e la farmacia, due bar, due negozietti di alimentari che sembrano più che altro degli empori ed è già finita la 'conta' dei servizi a disposizione dei 540 abitanti del comune più vasto e meno popolato dell'alta Valmarecchia. Uno dei tanti paesi fantasma dello Stivale, dove per ogni bambino di età compresa fra 0 e 14 anni ci sono più di tre residenti ultrasessantacinquenni. E così capita che questi figli di un'Italia minore a scuola ci debbano andare in macchina col sindaco: "Parto alle 7 da Giardiniera — racconta il suo tour quotidiano Marcello Ceccarini — passo da Poggio Ancisa, Lamoncino, Cà Batarcio per portare i bambini alle materne. Per il ritorno si raddoppia visto che si aggiungono quelli delle medie che tornano da Pennabilli. Partenza alle 12,45 per arrivare al piatto fumante di casa alle 14,50. Tutti, non soltanto io, ci diamo da fare". Anche il ragioniere e l'addetto all'ufficio anagrafe. Un anno fa nel paese che rischia di scomparire dalle carte geografiche si sono spente anche le campane: richiamati nel monastero di Sant'Agata Feltria i due frati cappuccini non c'era più una tonaca che seguisse il catechismo dei bambini. "Adesso — dice il primo cittadino — viene da un comune vicino un giovane prete polacco a dire messa a rotazione in tutte le frazioni". Ma per la chiesa di Senatello non c'è stato niente da fare e l'hanno dovuta chiudere. A fare da contraltare una Pro Loco molto attiva che con l'aiuto del comune sforna tutti gli anni una pubblicazione di studi storici e ha messo in piedi un museo archelogico che è un gioellino in miniatura con pezzi provenienti da scavi frutto di volontariato e allestimenti espositivi realizzati con cura da un falegname del posto. RdC 10.10.2000
|
|
Pierluigi Vicini è nato
a Rimini nel 1962, ma risiede a Sant’Agata Feltria (Alto Montefeltro). Qui
vive circondato da un ambiente incontaminato e dall’affetto di sua moglie e
dei figlioli Ludovica e Pierfrancesco. Ideatore e animatore di movimenti
artistici e associazioni culturali, con I baleni di Monterotondo è alla sua
prima prova di narratore. In tale occasione ha voluto assumere la connotazione
“da Montefeltro” per virtù –come egli stesso indica- di “un’estasi
lirica, dovuta all’assidua interazione artistica con la sua terra”. (Marzio e Luca Casalini
editori in Cesena Febbraio 99)
|
|
Alta Valmarecchia
I
Paliotti: una banda che "ci racconta la storia di Martignone, i sassi della
Marecchia, le albe e i tramonti di una terra di confine..."
Il suono del "bastulon"
Dizionario del
Tommaseo, voce paliotto:
"Sostantivo maschile, diminutivo di palio. Per quell'arnese che cuopre la
parte dinnanzi dell'altare, Frontale, da Pallium. Portò a donare un frontale,
ovvero paliotto d'altare... Per piccol manto, mantelletto: vestito d'un sottil
paliotto". Da qui, i Paliotti dell'Alta Valmarecchia. Chi sono? Una banda
che suona strumenti tradizionali e strani. Per esempio, Patrizio Fraternali,
detto "Patton", suona la ruota e la grattugia. Roberto Agostino, detto
"Tony", suona il "bastulon", combinazione di bastone e
grossa secchia, o mastella di zinco. Pierluigi Vicini, scrittore di libri
e raccolte d'aforismi, sassofono e flauto, oltre a cantare, Leopoldo Agostini,
il segugio di talenti, fisarmonica, armonica a bocca e chitarra, Gigi Rossi, il
cembalo, ed Enzo Antinori, autore di un libro su Perticara dal titolo "La
Buga", suona la chitarra e canta. Sappiamo tutti quale dovrebbe essere la
forza trascinante di una "band": sull'esempio del primo loro agonista
Orfeo: muovere nuove sensazioni finora nell'animo inespresse ed ampliare
orizzonti, con la leva della emozione melodica. Proprio il contrario di quel che
fanno le orchestre adulterate dal danaro che adunano folle oceaniche negli stadi
percuotendole con uscite artificiali di migliaia di decibel, dadi come macigni
lanciati su un tamburo che generano la ciucca sonora delle balere o poco più di
sensazioni da "extasy". Questa del "Paliotti" è una
"band" che nasce dal senso dell'umorismo "dada", e non sente
il bisogno di amplificazioni. Perché il senso dell'umorismo "dada"?
Prendono le cose che abbiamo ogni giorno tra le mani e sotto gli occhi e dicono:
"ma non vi accorgete che è un'opera d'arte?". E' sufficiente
guardarla con occhio utilitario. Prendete il "bastulon". Un bastone
adoperato al modo dello scacciapensieri, appoggiato a una grossa secchia a due
manici che funziona da cassa armonica. Diventa un contrabbasso, e funziona
benissimo.
Gli strumenti "dada"
I Paliotti dell'Alta Valmarecchia non hanno bisogno di tramortire il loro pubblico con uscite a migliaia di decibel. Anzi, hanno un progetto diverso. Vogliono fare cultura. E come? Il senso dell'umorismo "dada", insegna. Un secchione a due manici visto con "occhio diverso" e diversamente sollecitato che a fare il bucato, può assurgere a dignità di strumento musicale. Anzi, per citare il "Viaggio a Reims" di Rossini, "Dissertazione classica / su nuovi eventi armonici / onde i portenti anfionici / ridesteran stupor". Anfione con la sua musica faceva muovere (commuoveva) le pietre, e loro si pongono come interlocutori d'un dialogo non meno difficile: vogliono fare cultura. Tornare alle origini del primo agonista, Orfeo. La musica di Orfeo andava a suscitare emozioni, rendeva un ritratto d'uomo mai fino allora esperito. Seguono l'esempio: dicono: va bene, vi facciamo divertire, e lo sappiamo fare. Ma vorremmo anche raccontarvi qualcosa, e attraverso questi racconti, trovare chi si riconosca, ci risponda, suscitare altri racconti, scoprire talenti. E' il campo del segugio della "band", Leopoldo Agostini. Ha una vasta esperienza didattica perché insegna a scolari ma anche ai maestri degli scolari. Maestro in odorato, tracciatore di zigozago che seguono solo la sua intuizione, individua in scritti o conversazioni il prezioso tartufo del talento. Non per nulla nell'orchestra sono presenti due che scrivono: Antinori e Vicini, ed un grafico finissimo come Patton. Arrivano in una piazza o in un teatro, e cominciano a suonare e cantare. Cosa c'è di più comune e normale? Ma guardate i loro strumenti "dada": la ruota, la grattugia, la tinozza-contrabbasso. Hanno in serbo una confidenza per noi. Ci raccontano la storia di Martignone, ci raccontano i sassi della Marecchia, le albe e i tramonti di una terra di confine, del faticoso zolfo, del salnitro, fiore sottilissimo di spelonche, del carbone dalle fumate morbide, contrabbando di polvere da sparo. Ci fanno tornare a un viaggio che le automobili e i troppi decibel ci hanno rubato. E' il profumo del pane appena sfornato, il sentore che sta dentro l'erba, che gode il pastore seguendo il morso mite delle pecore, il sapore dell'aglio e dell'olio sul pane bruschiato. Diceva il poeta Vincenzo Cardarelli: "Le cose non stanno che a ricordare: coraggio, guardiamo!". (Benedetto
Benedetti) |
|
Duo Upa Hara
Pierluigi da Montefeltro
Mantra e musiche etniche
Nascono come Buskers dall'incontro di due singolari artisti ( Upa Hara- maestro di meditazione sufi e specialista del flauto bamboo traverso, Pierluigi Vicini da Montefeltro-musicista eclettico dal curriculum vitae foltissimo) nell'aprile 1996. Oltre all'arte di strada, si sono cimentati in situazoni "trascendentali" ,avvalendosi di numerosi artisti internazionali. Discografia: OVER THE CASTLE
(MACREN
1996) AROUND THE WORLD
(MACREN
1997) Upa Hara: voce-guitar-trasposer-arpa celtica-flauti P.Vicini da Montefeltro: voce-guitar-sassofoni-percussioni-tromba
|
|
Pierluigi Vicini (Rimini 1962) autodidatta.
Ha collaborato alle 'pieces' in diversi contesti teatrali e
artistici collezionando una quantità considerevole di performances, concerti
e rappresentazioni sonore. (Todi Int. festival ed.91 Per la regia di Nicholas Brandon e Giorgio Albertazzi musiche di S. Gallucci - Delirio Permanente di U. Zimmerman (R.S.M. 1992) musiche di S. Gallucci - Suite per U. Boccioni (Morciano Rn 1998) musiche di P. Vicini e R. Agostino - Il vecchio e il mare di E. H. con monologhi di A. Trezza e musiche di P. Vicini da M. (Musei civici Rimini 97) Terni Int. Festival/ Superfino arboreo 94 / Serata dedicata a Bonelli editore P.zza Cavour/ Vancouver Int. Jamming 92/ Taccuino italiano Rai international/ Rai due e TMC2/ Notturno italiano. Partecipa attivamente alla costituzione di movimenti artistici e associazioni culturali sia nell'Alto Montefeltro che nelle Romagne mentre i suoi scritti e le sue musiche sono stati materia di studio a livello didattico. Ha all'attivo come musicista 5 cd più una serie di incisioni discografiche per l’etichetta Macren. Inoltre, ha scritto assieme al musicologo A.Zignani il romanzo 'Invenzioni a due voci'; per la società ed. "Il ponte vecchio" il romanzo 'I baleni di Monterotondo' (P.V. 1998), 'Viaggiatori si diventa' (P.V. 2000) e l'inedito picaresco "Coriolano Nucifero"; le raccolte “I crepacci” e "Charta", i "Racconti catartici"; “3 MONOLOGHI E...”, “Poesie informatiche”; ha infine contribuito alla stampa di saggi e avvenimenti storici dell'Alto Montefeltro (ed. Il ponte) mentre i suoi “Racconti della musica” sono pubblicati a cura della società di traduzioni Logos su Internet al sito wwwnote@.it |